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La Teoria dell’Evoluzione è un fatto o una semplice credenza? Questo documentario cerca di rispondere alla domanda avvalendosi del contributo di 5 scienziati.  Questo video, venduto in tutto il mondo, premiato come miglior documentario, è ora disponibile per tutti.

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12 Responses to “Italiano”

  • Guido C.:

    Ottimo video.

    Peccato che tra i vari scienziati interpellati non ci sia un logico o un matematico e che non si parli di Mendel. Ma a questo si può facilmente rimediare qui.

    Le scoperte dell’abate Mendel sull’ereditarietà dei caratteri acquisiti (pubblicate nel 1865, appena sei anni dopo “L’origine delle specie” di Darwin, ma subito dimenticate e riscoperte solo nel 1900, quando l’ipotesi evoluzionistica era già diventata verità da insegnare ai bambini), contrappongono al “caso” e alla “selezione naturale” di Darwin la logica e la matematica. Osservando la realtà (i piselli del suo orto) con la ragione non viziata da pregiudizi ideologici, Mendel aveva individuato un ordine e una razionalità là dove l’ateo Darwin vedeva solo il caos e l’irrazionale.

    «Come afferma costantemente il genetista antievoluzionista Giuseppe Sermonti, la moderna biochimica evoluzionistica pensa di salvarsi rifugiandosi nell’infinitamente piccolo e per definizione un po’ oscuro, e si dimentica però di guardare in faccia gli animali e le piante in carne, ossa e clorofilla.
    Incrociando le diverse specie di piselli, Mendel osservò che la prima generazione nata dopo gli incroci era composta da individui uniformi, laddove quelle successive presentavano mutazioni rispondenti a precise proporzioni matematiche. Matematiche: oggettive e calcolabili, due più due fa quattro, e di qui non si scappa. Osservò pure che ciascuno dei caratteri presentati dai nuovi individui di piselli veniva trasmesso in modo indipendente, e questo perché determinato da un fattore che gli era proprio, suo e non seriale, allora come oggi, come sempre.
    È così che Mendel, osservando la realtà e lasciandosi realisticamente ammaestrare da essa, descrisse e scrisse una legge, quella famosa dell’ereditarietà dei caratteri acquisiti: negli esseri viventi esistono unità indipendenti ed ereditabili, e l’ereditarietà è un andamento determinato dalle diverse combinazioni di codeste unità indipendenti.
    Non c’è caso, non c’è selezione naturale. C’è invece un corso e ricorso regolare, descrivibile con moduli matematici, che si svolge seguendo una logica ferrea.
    (Marco Respinti, Mendel contro Darwin, in “il Timone”, n. 73-2008, pp. 52-53).

    Inoltre, com’è stato accennato, la probabilità che la vita si sia originata da sola, per effetto del “caso”, è talmente bassa che nessuno scienziato serio può evitare di porsi delle domande a riguardo.

    «Tre anni fa, l’inglese Anthony Flew, filosofo della scienza universalmente riconosciuto come il campione mondiale dell’ateismo, cominciò un percorso di revisione delle proprie idee che lo portò a riconoscere l’infondatezza razionale della negazione di Dio. Interrogato sui motivi che lo hanno spinto a questa scelta, ha risposto che, ammirando sempre più Einstein ed altri scienziati, si è convinto che dietro la straordinaria complessità dell’universo deve necessariamente esserci una Intelligenza (Dio) e ha aggiunto che, studiando più in profondità la ricchezza e l’intelligenza della vita, gli risulta del tutto non plausibile che un brodo chimico (il famoso “brodo primordiale” nel quale – per caso – si sarebbe sviluppata la vita) abbia potuto generare in maniera magica il codice genetico. Secondo Flew, sarebbe stata addirittura l’“evidenza” dell’opera della creazione a condurlo ad ammettere la realtà di Dio. Ammessa l’esistenza del creatore (“accetto il Dio di Aristotele”), Flew sta ora guardando con attenzione al Cristianesimo».
    (Vedi “il Timone”, n. 69-2008, p. 25).

  • W.B.:

    bisogna ragionare e utilizzare la logica per desumere la menzogna evoluzionista. lasciamo stare il Diluvio e la religione,e Dio che per quanto importanti per alcuni, a livello scientifico non sono argomentazioni valide. Ora se si riesce a dimostrare l’infondatezza della teoria evolutiva con le stesse armi scientifiche di chi la sostiene, si può davvero tentare di capire e scoprire qualcosa sul mistero della vita, a prescindere dalla sua divinità.
    http://insolitanotizia.blogspot.com

  • michele:

    basta dire (lasciando in pace la fede che è personale ma non attiene alla scienza) che non si hanno elementi per capire e che la scienza non ha ancora sufficienti strumenti per indagare e capire. un poco di sano agnosticismo non fa male rispetto ad atteggiamenti passionali pro e contro (ateismo e fideismo) non supportati dalla logica e dalla ragione

  • Magnifico video!
    Mi sono posto alla ricerca della Verità o Realtà di DIO (per addivenire alla conoscenza atomica della mente divina), a partire dall’inizio del 1990, all’età di 52 anni.
    Ho impiegato 10 anni. Un vero successo! Lo scorso giorno 23 ho compiuto 72 anni.

    Dimostro DIO con la Filosofia, applicando il “Principio di verificazione“, o “Verificazionismo“, definito dai filosofi del c.d. “Circolo di Vienna” nella prima metà del secolo scorso.

    Lo dimostro con il “Metodo scientifico galileiano“, metro di misura della Scienza, che recita: “Tutto ciò che non è riproducibile non esiste“. Nella mia persona ho riprodotto la 7/miliardesima particella intellettiva, della MENTE CREATRICE dell’Architetto Celeste.

    Lo dimostro con la comune retta ragione, di cui sono dotati gli uomini di buona volontà.
    Purtroppo, il divulgatore scientifico Piero Angela e Massimo Polidoro del CICAP (di cui sono Socio Animatore dal Giugno 2000 – Tessera N. 14937), il matematico irriducibile dell’UAAR Piergiorgio Odifreddi, lo scienziato genetista Edoardo Boncinelli, e tanti altri, fanno tutti “orecchio da mercante” (divengono sordi e muti ai miei messaggi). Si rifiutano di verificare! Idem, personalità politiche, giuridiche, imprenditoriali, culturali e religiose, a cui mi sono rivolto nell’arco degli ultimi 15 anni.
    Una PERLA incommensurabilmente bella nella “monnezza napoletana” nessuno la vuole vedere! Ciechi!

    Cosi, dal 01/01/2001 sono entrato in CONTROVERSIA (causa) con tutti gli amati connazionali.
    Qual è la fattispecie della causa, o l’oggetto del contendere?
    Ci accusiamo, reciprocamente (io dal 01/01/2001, i connazionali dal 08/05/2006), di essere “Totalmente incapaci d’intendere e volere. Pertanto, sempre reciprocamente, NON IMPUTABILI d’alcunché.
    Intanto, io, dotato d’immensa compassione e misericordia (al pari del dimostrabile DIO), vivo da oltre 15 anni in “Manicomio familiare” di mq 16, condannato di fatto alla “Morte civile” (proprio come Cristo alla “Morte di Croce”) agli occhi delle mie 2 dilette figlie superstiti (vergognosissime del loro papino pazzo), emarginato da familiari, amici e parenti.
    Questo rappresenta il c.d. “Onere della prova“, che i non-credenti domandano ai credenti, a DIMOSTRAZIONE del Intelligent design, da me intrapresa 20 anni fa, con una tenace volontà “forte come la morte”, per salvare l’Italia e, conseguentemente, il mondo intero. “Il problema di DIO è un problema immenso!, esclamò nell’Agosto 2002 il Nobel Rita Levi-Montalcini in una intervista trasmessa da “Radio Radicale”.

    Così la palla si trova in gioco nell’opportuna sfera giuridica, nella Patria dello “Stato di diritto”, che dovrà vedere stravinta in partenza la mia CAUSA, a beneficio immenso dell’intera umanità.

    Per riconoscere il meraviglioso Creatore emerge che, per le creature umane, non vi è alcun “prezzo proibitivo da pagare”; anzi, l’esatto contrario: si vivrà finalmente LIBERI e tutti saranno SERVI delle leggi codificate nel nostro “Diritto positivo” in vigore, riveduto e corretto. La Religione non c’entra! Lo Stato Italiano è laico!

    Per questo motivo, l’altro ieri, mi sono registrato al portale dell’Enciclopedia http://www.treccani.it, per poter postare un breve commento al magistrale articolo Giusnaturalismo e giuspositivismo del compianto Norberto Bobbio, in onore alla memoria. Dove ho pure invitato, chiunque vorrà approfondire, di contattarmi per email.

    Da questo video ho appena conosciuto, con immenso piacere, lo scrittore genetista Giuseppe Sermonti, scienziato vero, perché in armonia con la Verità. Gli invierò una mail con l’invito accorato a dialogare con me, senza rifiutarsi, perché la stragrande parte degli uomini di Scienza (quella pseudo-scientifica, che si spaccia per vera, in buona o malafede, come pure gli uomini della Politica (ammorbata totalmente, perché schiava dell’Economia e Finanza), la dovranno smettere definitivamente di massacrare il genere umano e l’ambiente, deturpando la meravigliosa bellezza del Creato. La Natura non lo permette, e cosa ha fatto? Semplicissimo! Ha fatto sorgere il Giusnaturalista perfetto Inenascio Padidio.
    Grazie e sereno fine settimana a chi mi leggerà. 😀

  • veero:

    qualcuno ha notato che si chiama TEORIA dell’evoluzione? e anche quella del big bang, è una TEORIA.
    ci sono molti vocabolari online che possono togliere ogni dubbio su cosa sia una teoria, una supposizione, un fatto, una religione, una storia.
    Chissà che poi magari girando nella rete incappiate in qualche chiara spiegazione che vi faccia capire logicamente se è più probabile la teoria dell’evoluzione o la creazione del mondo in 7 giorni.

  • franco paolucci:

    l’Uomo è condizionato dalla percezione del tempo e si ritiene sottoposto alla legge che tutto abbia un inizio, una durata e una fine. Osserviamo la superficie del Mare: le onde hanno aspetto di cose che nascono, vivono muovendosi e tornano ad appiattirsi allungandosi fino a scomparire. Esse sono il frutto di una presenza materiale certa, sollecitata da qualcosa di invisibile ed estremamente complesso che sappiamo essere il Vento, integrato da moti universali come la rotazione planetaria, partecipe della rotazione galattica. Il Mare è sempre lo stesso ed il Vento si assume che vada dove e come vuole. Per noi Mare e Vento sono eterni e le Onde cose temporanee.
    La Vita è un fenomeno unico ed unitario, probabilmente insito irrevocabilmente nella complessità cosmica. Trovo lecito supporre che la grande varietà degli esseri viventi sia scaturita, più che da un indirizzo iniziale, dalla interazione non perfettamente equilibrata di tre suoi elementi caratteristici: la Volontà di Essere; la Capacità di Distinguere; la Facoltà di Scegliere. L’utilizzo equilibrato di queste tre realtà incorporee ma determinanti, condurrà il ceppo originale della Vita alla comprensione di se stesso, del Cosmo ed alla tutela necessaria dei luoghi in cui si manifesta.

  • Complimenti,
    bellissimo video + + +

  • Complimenti per l’ottimo video e sopratutto per averlo messo on line in così tante lingue. Purtroppo l’uomo nei suoi studi spesso non accetta determinati risultati, anche se evidenti. Questo perché l’accettare questi risultati lo porterebbe a dover fare una scelta nella propria vita oppure a mettere in dubbio tutto quello in cui ha creduto sino a quel momento. Ciascuno di noi ha il dovere di porsi le domande esaminare i fatti e trarre le proprie conclusioni e non perché una cosa va contro le credenze generali ciò non vuol dire che sia errata, in passato i medici non si lavavano le mani non solo tra un paziente e l’altro ma anche tra un’autopsia e una visita ad una donna incinta, inutile dirlo le donne morivano come mosche, ovviamente posti davanti al fatto che gli stessi medici erano gli ‘untori’ che facevano morire le donne la comunità medica respinse semplicemente l’idea come non scientifica.
    Il medico in questione era Ignác Fülöp Semmelweis e linko la sua pagina wikipedia:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Ign%C3%A1c_F%C3%BCl%C3%B6p_Semmelweis
    Troppo spesso anche noi italiani, come in tutto il mondo del resto erigiamo monumenti e ci fregiamo di persone che un tempo noi stessi come popolo abbiamo trattato da ebeti e schernito.
    Firenze si fregia ora di Dante perché è stato un genio della letteratura ma all’epoca lo avevano esiliato.
    Ci fregiamo del grande Galileo Galilei e lo poniamo come prova dell’ingegno italiano, ma quanti lo avevano aiutato al tempo che subì il processo dell’inquisizione per mano degli stessi italiani?
    Quindi non sempre in ciò che è comunemente accettato dagli uomini (come la teoria dell’evoluzione) c’è il vero.
    Grazie.

  • Bellissimo video che evidenzia l’esistenza di Dio.Spero venga raggiunto da tante persone che hanno le idee confuse circa l’origine dell’uomo.
    Bravi, ben fatto

  • Giuseppe:

    Gli Atei lo sanno bene che la loro teoria fa acqua da tutte le parti… e quindi, ultimamente, hanno escogitato una “nuova teoria” seondo la quale l’uomo è stato progettato/creato dagli extrarrestri: non sanno più a cosa aggrapparsi!

  • Giuseppe:

    http://www.danilovalla.it/articoli/alcune-risposte-al-prof-biglino/

    Di seguito vengono riportate alcune prove(tratte dal sito citato in alto) che smontano la teoria degli extraterrestri:

    Risposte del prof. Danilo Valla al (prof.) Mauro Biglino

    Biglino: “Barà” in Genesi 1:1 è composto da due parti: una preposizione “B-“ che indica l’atteggiamento con cui si fa qualcosa e significa “con gioia con soddisfazione” e “Ra” che significa “vedere”.
    Risposta:
    La radice Barà nell’AT c’è 49 volte (7×7) sempre col significato di creare qualcosa dal nulla e sempre con soggetto Dio.
    Il significato della preposizione B- da lui proposto non esiste, è una sua invenzione.

    Biglino: “Elohim” è plurale e indica sempre una pluralità di individui.
    Risposta:
    Quando “Elohim” indica il vero Dio, ha sempre il verbo al singolare. Questo il prof. Biglino non lo dice. E’ una splendida rappresentazione della Trinità.

    Biglino: “Ruah” (Genesi 1:2) significa “vento” o “ ciò che viaggia veloce nell’aria”e non “spirito” e nell’AT non c’è il concetto di spirito. Deriva dal sumerico RU-A che veniva scritto con due segni che somigliano a un aereo o un’astronave sopra l’acqua.
    Risposta:
    Nella lingua dei Sumeri, “a” significa “acqua” ma nella parola ebraica “ruah” la “a” non c’è, si tratta di un “patah furtivum” che è stato aggiunto per facilitare la pronuncia della heth. In “ruah” ci sono una resh, una vau e una heth.
    “Ruah”, con il suo significato e senza divisioni, è attestato, oltre che in Ebraico, in Fenicio, Samaritano, Mandaico, Siriaco, Ugaritico, Aramaico, Arabo. Se derivasse davvero dal sumerico qualche lingua avrebbe mantenuto una parvenza del significato originario.
    Nell’AT “ruah” vuol dire a volte “vento” ma molto spesso significa “spirito”.
    Una prova evidente si trova in Esodo 31:1-3 e 35:30-31, nel caso di Betsaleel che fu riempito di “Ruah Elohim” = “spirito di Dio”, per realizzare le opere artistiche del Tabernacolo e per insegnare ad altri. Vi immaginate se fossero stati riempiti di vento? Una scena tipo film demenziale americano.

    Biglino: “Iahweh”, il tetragramma. Non se ne conosce la pronuncia, è giusto anche “Geova”. I TDG non sbagliano. Eccetera.
    Risposta:
    Il mio video su You Tube “Geova non è il nome di Dio” risponde a questa affermazione.
    “In base a considerazioni filologiche e alle trascrizioni in greco nei Padri della Chiesa si è stabilito che la pronuncia originaria del tetragramma era Iahwè” (Jenni-Westermann).
    Origene, per esempio, nell’Exapla, trascrive in greco il tetragramma ebraico con Iawè.

    Biglino: “Merahhèfet” (Genesi 1:2) significa “aleggiava, planava”.
    Risposta:
    In realtà “merahhèfet” (intensivo con significato causativo) indica la produzione di forti vibrazioni o onde ad altissima frequenza. Che infatti sono all’origine della successiva immediata produzione della luce. Tutto infatti era “senza forma e invisibile” (v.2) quindi si trattava di energia e per mezzo della luce l’energia diventa massa. Come Einstein confermerà in tempi recenti.

    Non credo sia utile continuare. Il prof. Biglino non ne dice una giusta e continuare sarebbe tempo sprecato. Bastano queste considerazioni per capire che le affermazioni del prof. Biglino non hanno alcun senso.

  • Alessio Danielis:

    Ottimo documentario, ma non completo. La matematica, infatti, è la branca che meglio di tutti chiarisce ogni dubbio. Normalmente chi sostiene l’evoluzione parlando in termini matematici afferma che l’universo è infinito e quindi la casistica delle possibilità è infinità. Qualcun’altro afferma: “c’è così tanto spazio che è impossibile che non vi sia altra vita nell’universo”. Ma la scienza accetta universalmente una delle tante teorie sull’origine dell’universo e della vita stessa, indicando come punto zero il Big-Bang. Due sono le contraddizioni: esistono altre teorie e, l’universo non è infinito. Spiego meglio: se esistono numerose teorie alternative (vedi teoria dello stato stazionario, teoria delle branche, teoria delle stringhe, ecc.)ciò significa che non esiste la certezza neppure nella teoria ufficiale. Secondo il metodo scientifico sperimentale galileiano la scienza ammette di conoscere un dato fenomeno se il risultato non è definitivo, replicabile e verificabile?
    La seconda obiezione è il concetto di infinito. L’infinito esiste se esiste la materia. Le dimensioni dell’universo sono o non sono infinite? c’è chi sostiene che siano infinite, ma il modello standard (l’universalmente accettata teoria del big-bang) afferma che l’universo ha 14-15 miliardi di anni. Se fossero davvero così le cose, allora il concetto di tempo infinito non esisterebbe avendo avuto un punto di origine.
    Supponiamo quindi di fare un tentativo al secondo per dare origine alla vita sulla terra, da quando si è verificato il big-bang 14 miliardi di anni fa. Quanti tentativi avremmo a disposizione? Solo 441.504.000.000.000.000 (4,414¹⁷) possibilità di riuscirci. Gli evoluzionisti ammettono che le probabilità che che dalla non-vita si sia creata la vita (ovvero che gli amminoacidi levogiri necessari all'”accensione” della vita si siano combinati nell’unico modo possibile alle uniche condizioni ambientali possibili) sarebbero solo di una su 10¹¹³. Francamente c’è troppa incertezza di fronte ad una casualità così precisamente organizzata, ordine che il caso non può generare, ma solo un Progettista è in grado di sviluppare.

    “Chiunque intenda proporre una nuova teoria rivoluzionaria sull’origine della vita deve tener conto di uno schieramento formidabile di teorie rivali, alcune delle quali sono scientificamente più plausibili di altre.” [Come dire che neanche della loro teoria si può essere certi]
    (Fred Hoyle e Chandra Wickramasinghe, da “La nuvola della vita”, Arnoldo Mondadori Edizione S.p.A, Cles (TN), 1979, p. 15)

    “Meno facile, per la scienza, è trovare spiegazioni al mistero dell’origine della vita (v. Focus n° 73). Molti infatti dubitano che il puro caso possano aver prodotto molecole viventi. In compenso viene riconosciuta credibilità a una teoria che descrive il quadro generale entro il quale sarebbe possibile lo sviluppo spontaneo della vita. È quella del premio Nobel russo-belga Ilya Prigogine, secondo il quale a ogni perdita di equilibrio i sistemi fisici, invece di creare maggiore disordine, reagiscono riconquistando stabilità in forme sempre più complesse e avanzate.”
    (da “Focus”, n° 78, Gurner+Jahr/Mondadori Spa, Milano, articoli di Lorenzo D. Mariani, aprile 1999, p. 36)

    “Quanto più l’esamino e studio i particolari della sua architettura, tanto più numerose sono le prove che l’universo, in un certo senso, doveva già sapere che saremmo arrivati.”
    (Freeman Dyson, fisico, da “Turbare l’universo”, trad. di R. Valla, Bollati Boringhieri, Torino, 1999, p. 289)

    “L’istante della creazione rimane un mistero … Dopo tutto, forse è stato davvero Dio a farlo.”
    (John Gribbin, astrofisico, da “New Scientist”, “Taking the Lid Off Cosmology”, di Jhon Gribbin, 16 agosto 1979, p.506)

    “L’organizzazione complessiva dell’universo ha fatto supporre a molti astronomi moderni che esista un elemento progettuale.”
    (Paul Davies, fisico e cosmologo evoluzionista, da “La mente di Dio”, Mondadori, Milano, 1993, p. 250)

    “Il fatto che [il mondo naturale] sia comprensibile è davvero un miracolo.”
    (Albert Einstein, fisico e matematico premio Nobel, da “Opere scelte”, di E. Bellone, Bollati Boringhieri, Torino, 1988, p. 530)

    “Sin dall’inizio dei miei studi scientifici, sono stato sottoposto a un energico lavaggio del cervello perché mi convincessi che la scienza non può ammettere nessun tipo di creazione intenzionale. Ci si è dovuti liberare molto faticosamente di questo concetto. La situazione, la condizione mentale in cui ora mi trovo, è piuttosto scomoda. Ma non c’è nessuna logica via d’uscita … Considerare la vita il risultato di un incidente chimico sulla terra è come cercare un particolare granello di sabbia su tutte le spiagge di tutti i pianeti dell’universo, e trovarlo. … Non c’è nessun altro modo in cui possiamo comprendere il preciso ordine delle sostanze chimiche vitali se non appellandoci alla creazione su scala cosmica.”
    (Chandra Wickramasinghe, astronomo, University College Cardiff, da “Dayli Express”, “There Must Be a God, di Geoffrey Levy”, Londra, 14 agosto 1981, p. 28)

    “L’unica spiegazione plausibile è la creazione. So che questo è tabù per i fisici, come lo è in effetti per me, ma non dobbiamo respingere una teoria che non ci piace se ha il sostegno dell’evidenza sperimentale … l’evoluzione divenne in un certo senso una religione scientifica; quasi tutti gli scienziati l’hanno accettata e molti sono pronti a ‘ritoccare’ i risultati delle loro osservazioni per adattarla ad essa.”
    (H. S. Lipson, fisico, da “Physics Bulletin”, “A Physicist Loocks at Evolution”, di H. S. Lipson, 1980, vol. 31, p.138)

    “A volte la natura sembra più bella di quanto sia strettamente necessario … è difficile non pensare che tutta questa bellezza sia stata in qualche modo elargita per nostro godimento.”
    (Steven Weinberg, fisico e cosmologo ateo premio Nobel, da “I primi tre minuti”, trad. di L. Sosio, Mondadori, Milano, 1997, p. 170)

    “Tra gli scienziati la percentuale delle persone atee è più alta della media … Ma sono molti i ricercatori che ritengono la scienza comunque inadeguata ad abbracciare la complessità dell’universo. Lo stesso Hawking ha scritto che <>”
    (Stephen Hawking, da “Focus”, n° 78, Gurner+Jahr/Mondadori Spa, Milano, articoli di Lorenzo D. Mariani, aprile 1999, p. 38)

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